La casa come studio

La flessibilità del lavoro, la possibilità di lavorare da casa, ha messo in discussione l’organizzazione domestica. Anche la casa diventa flessibile, per adeguarsi alle varie esigenze familiari, idonea sempre più al lavoro e adattabile alle varie circostanze. Questa richiesta di flessibilità influenza il modo di progettare. Vengono proposti spazi più fluidi, ambienti non più chiusi e delimitati, ma partizioni interne trasparenti o scorrevoli. Gli spazi possono avere utilizzi diversi, per lavoro, relax o ospitalità. Lavorare da casa è un bel vantaggio, significa maggiore concentrazione, orari flessibili, massimizzazione e organizzazione della giornata. L’unica questione è quella di riorganizzare gli spazi in una casa già vissuta, individuando le proprie esigenze e mutando gli spazi secondo le nuove abitudini.

La prima cosa necessaria è trovare una postazione di lavoro per computer, stampante e archivi. Quindi allestire uno spazio di lavoro è il primo passo verso un cambiamento del proprio living, destinato in precedenza esclusivamente alle esigenze familiari. Nell’allestire il posto di lavoro nella propria casa è necessario innanzitutto una distanza tra sfera domestica e sfera professionale. Inoltre lavorare da casa implica un equilibrio psicologico: il potersi rilassare e staccare dalle pressioni del lavoro, il non avere distrazioni da colleghi che parlano e l’eliminazione del tragitto casa-lavoro.

Le postazioni di lavoro possono essere ovunque, in corridoi, in sottotetti o sotto scale. Oppure possono essere suddivisi ambienti semplicemente con pannelli o schermature scorrevoli. Anche grazie gli arredi può essere creato uno spazio per il lavoro in smart working.

Di seguito alcuni esempi di postazioni “smart” dal web.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.